Michele Cati, classe 1982, ha avuto la fortuna, come molti appassionati e professionisti, di nascere in una famiglia dove giravano sia le fotocamere che addirittura le cineprese. Suo padre infatti filmava spesso con le cineprese Super 8 per passare poi, per filmare al meglio la Comunione di Michele, a una Sony Handycam di cui poco dopo Michele si impossessò.

Dal video alla fotografia il passo è lungo e di norma avviene il contrario, ma non per Michele, che si avvicinò per la prima volta alla fotografia nel 1997, in occasione della cometa Hale-Bopp. Qui prese in mano per la prima volta una fotocamera, una Fujica AX-3 – fino a un secondo prima di proprietà del padre - e iniziò le prime sperimentazioni di fotografia notturna, a cui affiancò durante gli anni di liceo un corso di camera oscura che lo avvicinò maggiormente alla fotografia. L’esperienza più bella di quel periodo notturno e “oscuro” fu nel giugno del 2001 quando intraprese un viaggio fino a Monaco per fotografare l’eclissi di sole.

Michele è cresciuto nel periodo di spin-off tra analogico e digitale; la sua esperienza argentica non durò quindi molto, passò infatti ad utilizzare una Olympus C-2100 con sensore da 2 MP (!) che qualche anno più tardi sostituì con una Panasonic FZ-38. Con questa macchina Michele ha sperimentato davvero a fondo la fotografia fino ad arrivare ai limiti tecnologici di quella fotocamera e valutare il passaggio a un nuovo corredo.


La Rete gli fu naturalmente d’ausilio permettendogli di consultare centinaia di recensioni, postate da utenti di ogni parte del mondo e valutò che il sistema Pentax fosse quello ideale: macchine dalla costruzione e del design robusto ma compatto, soluzioni tecnologiche molto interessanti, come la tropicalizzazione, la stabilizzazione sul sensore che gli avrebbe consentito quindi di utilizzare un vastissimo parco ottiche vintage stabilizzate grazie al sensore, e anche ottiche più compatte rispetto a quelle di altri brand. La scelta si concluse in un punto vendita, e il verde fosforescente del display – il suo colore preferito - fece il resto: acquistò così una Pentax K-5.

Dopo una nuova sperimentazione ha usato sempre meno frequentemente le ottiche in kit, quindi il 18-55mm e il 50-200mm e si è orientato verso le lenti prime, con cui controllare in modo più selettivo, raffinato e creativo la profondità di campo con una maggiore qualità d’immagine. Oggi il suo parco ottiche è composto da: Pentax A 50mm f/1.2, FA 31mm f/1.8, Zeiss Sonnar 135 f/2.8, Super-Takumar 85 f/1.8, Samyang 16mm f/2.0, Pentax M 35-70 f2.8-3.5. Dispone dell’accessorio Pentax O-GPS1 per la fotografia astronomica e di una nutrita schiera di treppiedi.

Lavora quasi esclusivamente agli ISO nominali, postproduzione appena accennata, che non stravolga il risultato ottenuto on camera, su dieci scatti mediamente 8 sono a colori e 2 in bianco e nero. Niente flash nel corredo di Michele, che infatti predilige fotografare con illuminazione naturale, in scarse condizioni di luce e di notte puntando l’obiettivo verso i miliardi di flash, o meglio, di luci continue che punteggiano la notte. 


Biografia redatta da Gerardo Bonomo

Michele Cati

Ponte di Verzuno, 54/b
40032 Ponte di Verzuno (Bo)
Italy

michele@michelecati.com

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